Storia

Carmona – Convento Madre di Dio –

I. L’edificio annesso
Se dalla piazza di San Fernando vediamo l’antico Palazzo di Giustizia, vedremo a sinistra l’arco in mattone anticamente chiamato (strada “del Torno de Madre de Dios”) ed, a destra del Palazzo di Giustizia un’altra stradina stretta e serpeggiante (calle Madre de Dios). Dall’arco si accede al convento Madre di Dios tramite l’edificio annesso al suddetto convento; dall’altra strada si accede direttamente alla Chiesa.
Arco della via del Torno Madre de Dios
Costruito inizialmente per l’ordine dominicano, nel 1515, l’edificio ha iniziato a configurarsi grazie alla donazione di una delle case del capitano Gonzalo de Andino e di sua moglie Marina de la Barrera, aggiungendo con il tempo altri spazi, superando la sua massima estensione nel XVII secolo (come era frequente nel corso dei secoli il monastero è stato ingrandito per poi perderé estensione a seguito di donazioni ed espropriazioni. Oggi si presenta come un’insieme complesso di sale e corridoi di difficile acceso senza una guida.

Campane del convento            capane

Cominciamo il percorso della chiesa. Come è d’usanza nella maggior parte dei conventi, il piano è fatto di un unica navata rettangolare, coperta da soffitto mudéjar restaurato, con muri coperti da numerosi pitture a olio circondate da cornici ingessate, il cui contorno dà alla chiesa un carattere barocco pronunciato. Tutte le pitture come i gessi sono del fine XVII secolo.
La chiesa vista dal Coro Alto      chiecoro-copie

Al piede del tempio si trova il coro, separato dalla zona dei fedeli da una grata, come era obbligatorio nei conventi di clausura (attualmente non lo è più). Detto coro è di dimensione media, rettangolare, coperto da travi in legno, con muri ornati da piccoli altari e pitture.
Coro basso, oggi della Comunità   histo3
Muro frontale      histo8

Passiamo la visita della chiesa e percorriamo il resto dell’edificio. Adesso dobbiamo salire al Coro Alto dove scopriamo una spettacolare copertura mudéjar, in legno, con travi, totalmente lavorata con “lacerias” e adornata di murquanas, del XVI secolo, anche sé, logicamente, è stata restaurata posteriormente.

Vista generale del Coro Alto. coro20

Spettacolare copertura del Coro Alto  histo22

Avvicinandosi alla grata in legno che separa il coro della chiesa, possiamo provare un certo timore alla vista, nella penombra, di una figura di donna seduta, pero accendendo la luce, scopriamo che si tratta di una figura a grandezza naturale di una donna vestita di bianco, coperta da una cuffia dello stesso colore, con un libro di preghiere nella mano, rappresentante la madre di San Domenico.                                                                                      madre32

Beatissima Juana de Aza Madre del Santo Domenico di Guzmán

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La copertura della navata della chiesa vista dallo stesso luogo

Tranne la figura commentata, in questo spazio scopriamo una serie di immagini, stalli del coro, badaloni ed un oggetto poco comune nei conventi sivigliani: un santuario stile “bizantino” ? “Visigoto” ? in metallo argentato cosi come numerosi smalti rappresentanti diverse scene bibliche.
.                               Sedie del coro                  coro

                             Sacrario         .histo43

Regresamos Torniamo al pianoterra passando per un antico refettorio, un cortile interno con una statua moderna di San Domenico ed una piccola cappella usata per il servizio spirituale ed altre attività liturgiche che non richiedono molto spazio.
Antico refettorio, ora Sala A     histo51

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Cappella del Nazareno accesso agli ospiti 24/24h

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Resti romani riscoperti.

E tanti altri tesori da vedere e scoprire …